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Confederations Cup: verso Brasile-Italia

Neymar contro Balotelli. Cosi’ potrebbe essere sintetizzato l’incontro di sabato sera  tra Brasile e Italia a Salvador de Bahia. La partita e’ valida per il primato nel girone e le due squadre ci arrivano con stati d’animo diversi: euforici i verdeoro che finora sono stati letteralmente trascinati dal fenomeno brasileiro, su cui in tanti nutrivano dubbi circa il suo effettivo valore ed erano curiosi di vederlo alla prova contro avversari più probanti (prova finora ampiamente superata), preoccupati e in difficolta’ fisica gli azzurri che, dopo aver superato con difficolta’ il Messico, sono riusciti ad avere la meglio su un ottimo Giappone allenato da Zaccheroni dopo una partita dall’andamento a dir poco altalenante, in cui hanno rischiato più di una volta di capitolare definitivamente.

Curiosa l’analisi che effettuano molti osservatori nostrani sulla squadra di Prandelli, che viene chiamata ItalJuve quando e’ in difficolta’, mentre diventa “L’Italia di Balotelli” quando ottiene il risultato. In realta’ il CT ha si puntato numericamente sui giocatori bianconeri  (Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Marchisio, Pirlo, Giaccherini, Giovinco), ma ha affiancato ad essi un blocco milanista (Abate, De Sciglio, Montolivo, Balotelli, El Shaarawy), cercando cosi’ di trovare la giusta alchimia in campo tra i vari giocatori. Ma il vero problema resta la condizione fisica, piuttosto deficitaria in molti componenti della rosa azzurra. A questo si aggiunge la decisione di puntare sulla difesa a quattro dividendo cosi’ il terzetto juventino Barzagli-Bonucci-Chiellini, che tanto bene aveva fatto durante l’anno.

Con le defezioni di Pirlo (infortunato) e De Rossi (squalificato), l’impresa per l’Italia diventa molto difficile. Siamo tutti nelle mani (e nei piedi) di SuperMario. Neymar permettendo ovviamente…