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Euro 2012: buona la prima per l’Italia di Prandelli

Una buona Italia ha affrontato ieri a Danzica i Campioni del Mondo e d’Europa in carica (dati a 1,57 come vincenti del Gruppo C e a 4 come vincitori finali), dimostrando personalità e caparbietà, almeno fino a quando il fiato ha retto, dopodiché gli ultimi 15 minuti di pura sofferenza sono serviti probabilmente a dare fiducia agli azzurri in vista delle prossime partite contro Croazia (giovedì 14 Giugno alle 18 a Poznan) e Irlanda (lunedì 18 Giugno alle 20:45 sempre nella località polacca). La squadra del CT Prandelli ha mostrato ieri una buona tenuta difensiva soprattutto al centro, dove il terzetto Bonucci-De Rossi-Chiellini ha resistito agli attacchi dei vari Iniesta, Xavi, Silva e Fabregas, mentre sugli esterni, sia a destra con Maggio che a sinistra con Giaccherini (chiaramente emozionato e fuori ruolo) si è sofferto molto di più. A questo va aggiunta la prestazione di Buffon, autore di alcune parate e uscite decisive. Se la presenza del Capitan Futuro della Roma lì dietro è servita a tenere botta agli attacchi delle Furie Rosse, l’assenza del romanista a centrocampo vicino a Pirlo si è sentita, perché Marchisio e Thiago Motta (apparso troppo lento per gran parte della partita) hanno caratteristiche diverse rispetto al numero 16 azzurro.

Ma quello che è sembrata piuttosto evidente ieri è stata la mancanza di un centravanti che sapesse lavorare per la squadra, cosa che né Cassano (che passeggia per il campo) e né Balotelli (piuttosto nervoso e autore di un clamoroso errore solo davanti al portiere) sono. L’ingresso di Di Natale al posto dell’ex nerazzurro ha almeno permesso all’Italia di giocare più in profondità sfruttando il movimento del capitano dell’Udinese, riscattatosi dopo l’errore dal dischetto proprio contro la Spagna di quattro fa, abile a eludere la tattica del fuorigioco e a presentarsi da solo davanti a Casillas (grazie ad uno splendido lancio di Pirlo) realizzando il goal del provvisorio 1-0 pareggiato dopo pochi minuti da Fabregas.

 

In definitiva una buona partita per cui si può essere soddisfatti per quanto visto e per quanto ottenuto, e dalla quale Prandelli può trarre le idee necessarie per battere i prossimi avversari. L’Europeo dell’Italia è partito scalando la montagna più difficile, ma adesso sta agli azzurri vincere quelle partite per cui sono dati favoriti da tutti, quelle cioè normalmente più ostiche per i nostri giocatori.

Angelo Strada – 11 Giugno 2012