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Euro 2012: il capolavoro di Prandelli

Una partita fantastica. Non esiste altra definizione per il match a cui abbiamo assistito l’altra sera a Donetsk con incredulita’ mista ad ammirazione sempre più crescente per la prestazione degli azzurri. Un incontro che ha premiato il CT Prandelli e le sue scelte, molto criticate fin dalle convocazioni (anche da chi scrive), partendo da un Cassano poco mobile e con una autonomia limitata (massimo 60 minuti) per arrivare a Balotelli su cui il tecnico azzurro ha puntato tutte le sue fiches, rinunciando a portare con se’ altri attaccanti come Matri, Quagliarella e Osvaldo che vista la propria stagione giustamente aspiravano ad una chiamata in Nazionale. Bonucci, Montolivo, Diamanti, hanno tutti dimostrato sul campo quanto le idee del CT fossero giuste ed improntate alla costruzione di una squadra che sapesse tener palla senza subire il gioco dell’avversario di turno.

Contro una Germania che temeva gli Azzurri, i nostri hanno mostrato da subito di avere chiaro in mente il canovaccio della partita, e l’uno-due di Balotelli (splendidi gli assist di Cassano e Montolivo) ha tramortito di tedeschi che non sono più riusciti a ritrovare il bandolo della matassa e si sono progressivamente disuniti rendendosi sempre meno pericolosi.

La bravura del mister di Orzinuovi e’ stata quella di aver costruito prima di tutto una squadra, compito facilitato dalla presenza di alcuni leader nei settori nevralgici del campo come Buffon, Barzagli, De Rossi e il fin qui immenso Pirlo (guarda caso gli unici reduci del Mondiale 2006), che hanno saputo guidare nei momenti difficili i compagni con poca esperienza internazionale con parole e gesti tecnici dentro e fuori dal campo.

Proprio questo spirito di squadra ha reso possibile il superamento delle difficolta’ fisiche che hanno colpito i nostri giocatori, le cui assenze non sono state avvertite grazie alla prestazione di chi via via  ha giocato titolare. Due nomi su tutti: Balzaretti e Chiellini, con il primo che in questo Europeo e’ tornato ai livelli di qualche anno fa, e il secondo che dopo l’infortunio contro l’Irlanda ha fatto di tutto per poter essere in campo contro la Germania, giocando gli ultimi minuti in condizioni fisiche evidentemente menomate ma con grande spirito di sacrificio.

Ora manca “solo” l’ultimo ostacolo, quella Spagna imbattuta in competizioni ufficiali da tempo immemore, gia’ affrontata all’esordio di Euro 2012: un avversario difficile ma non impossibile se l’Italia giochera’ come contro inghilterra e Germania.

 

Angelo Strada – 1 Luglio 2012