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Euro 2012: per l’Italia una Spagna troppo forte

Campioni d’Europa, Campioni del Mondo e, da domenica sera, nuovamente Campioni d’Europa: basterebbe leggere il recente palmares per capire come per l’Italia la partita contro le Furie Rosse fosse realmente un ostacolo tutt’altro che facile, e il 4-0 di Kiev e’ stata una ulteriore dimostrazione della attuale differenza di valore tra le due squadre. Da una parte una rosa piena di alternative di qualita’ (basti pensare alla presenza di Navas, Mata, Pedro e Torres in panchina, considerati rincalzi da Del Bosque), dall’altra qualche reduce del Mondiale del 2006 e poco altro, anche per alcune scelte del CT Prandelli in sede di convocazioni che pero’, bisogna dirlo, si sono comunque rivelate giuste nel tormentato tragitto fino alla finale.

Sicuramente il lavoro del tecnico degli Azzurri va in ogni caso lodato, perche’ e’ riuscito a costruire una squadra in poco tempo e senza il sostegno ne’ della Lega Calcio ne’ della FIGC e in una situazione oggettivamente difficile per i suoi, sia dal punto di vista psicologico (leggi scandalo Calcioscommesse) che da quello fisico (giocatori reduci da una stagione logorante e facilmente inclini ad infortuni). L’aver puntato sul blocco-Juve poi ha aiutato sicuramente la crescita generale della squadra, che ha inoltre potuto avvalersi di una linea di centrocampisti di livello mondiale, grazie ad un Pirlo in versione Pallone d’Oro e a giocatori come Marchisio e De Rossi, calatisi perfettamente nella parte dei gregari (di lusso).

Ma il mister di Orzinuovi ha commesso anche degli errori risultati poi fatali nel corso del torneo, come aver voluto con se un giocatore come Thiago Motta, chiaramente fuori condizione (i 6 mesi in Francia al PSG al piccolo trotto si sono fatti sentire spesso), e uno come Cassano reduce da una delicatissima operazione al cuore con poca autonomia nelle gambe e scarsa mobilita’ sul campo, anche se le qualita’ tecniche del talento barese non sono mai state in discussione. Anche la scelta di Abate non ha convinto ma bisogna ammettere che nel ruolo non ci sono altrnative valide, mentre alcune scelte tecniche della finale sono risultate errate.

Il compito del CT in vista dei Mondiali 2014 non sara’ facile perche’ la Serie A purtroppo non propone giocatori di alto livello e anche quei ruoli dove una volta eravamo considerati maestri, come difensori e mediani, risultano poco coperti. Servira’ pazienza, tanto lavoro e una grande opera di scouting per poter presentarsi in Brasile con una squadra competitiva in cui Mario Balotelli possa esprimersi al meglio senza pero’ venire considerato come l’unico su cui poter puntare, ruolo questo che comporta molte pressioni che il SuperMario nazionale ha dimostrato di non saper ancora sopportare.

Un compito arduo per Prandelli, ma se c’e’ uno che ha dimostrato di potercela fare e’ lui.

Francesca Rossetti – 5 Luglio 2012