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Fiorentina: una crisi che parte da lontano

La Manita della Juventus, acerrima nemica, è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso: mai nella gestione dei Della Valle si erano viste scene di contestazione così accesa e così estesa. Tutti colpevoli: società, dirigenti, uomini mercato, giocatori, allenatore. Per i tifosi gigliati in questa disgraziata stagione non si salva nessuno, e vista la classifica c’è da capirli.

Ma analizzando con attenzione gli ultimi anni della gestione Corvino/Della Valle si può capire come la situazione odierna non sia una sorpresa: della squadra allenata da Prandelli e arrivata 4a in classifica finale e protagonista l’anno dopo di una splendida cavalcata in Champions League terminata contro il Bayern Monaco con quel famoso goal di Klose in fuorigioco, sono rimasti in pochi, e quelli che sono andati via non sono stati sostituiti adeguatamente, a partire dal portiere (Boruc al posto di Frey e’ stato un chiaro segnale del processo di ridimensionamento, sia economico che, conseguentemente, tecnico) per arrivare agli attaccanti (ceduti Mutu e Gilardino e’ arrivato Amauri, fermo da mesi e in prestito fino a Giugno, quando probabilmente lascerà anche lui Firenze per trasferirsi altrove).

Se a questo aggiungiamo le prossime partenze di Montolivo e Natali a costo zero a Giugno (entrambi già d’accordo con il Milan, pronto ad offrire loro ricchi contratti e possibilità più alte di vincere qualcosa) e l’addio del DS annunciato dalla società, la sensazione di smobilitazione e’ piuttosto evidente e a poco servono le rassicurazioni dei Della Valle, che sembrano di fronte ad un bivio decisivo per le sorti viola: rinnovarsi o andare alla deriva.

In questa ottica si odono in lontananza le sirene di mercato per l’ultimo grande talento che attualmente veste la maglia della Fiorentina, quel Jovetic da molti indicato come futuro probabile fuoriclasse di livello internazionale, che giustamente ambisce a lottare per grandi traguardi e che attualmente osserva preoccupato l’evolversi della situazione in casa viola. Da più parti viene sussurrato che sarebbe proprio la Vecchia Signora la società ad aver manifestato negli ultimi tempi il proprio interesse nei confronti del giocatore, ma il trasferimento del montenegrino (per cui Conte stravede) a Torino comporterebbe una sollevazione popolare a Firenze contro i dirigenti con conseguenze inimmaginabili. Più facile quindi che alla fine sarà un Barcellona o un Manchester United ad accaparrarsi il giocatore, ormai comunque in rampa di lancio fuori Firenze.

In tutto questo Delio Rossi ha il compito attualmente più difficile di tutti, perchè deve portare la squadra in porto (leggi salvezza) mentre infuria la tempesta. Il pareggio di Genova ha comunque mosso la classifica, ma l’allenatore viola e’ il primo a sapere che se non ci sarà un cambio di ritmo da qui al 13 Maggio il percorso sarà sempre più difficile.

Paolo Nofri – 31 Marzo 2012