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Il progetto della Roma stenta a decollare

progetto roma stenta a decollareUna “rivoluzione culturale”. Così era stata presentata dalla nuova proprietà americana la stagione 2011-2012. Da Sabatini a Baldini, da Di Benedetto a Fenucci, erano stati tutti pronti a spiegare come la scelta dello spagnolo Luis Enrique come tecnico fosse prima di tutto una decisione in prospettiva, e così erano stati giustificati gli esborsi (alcuni dei quali a detta di molti esagerati) in sede di campagna acquisti per gli acquisti di giovani talento come Pianjic, Bojan, Josè Angel e Osvaldo.

Dopo qualche mese possiamo tranquillamente dire che la delusione è enorme, perchè la Roma di Luis Enrique ha finora espresso un gioco basato su un possesso palla il più delle volte sterile e, salvo qualche risultato dovuto più che altro agli occasionali exploit di qualche giocatore o alla inaspettata esplosione di Osvaldo, poco produttivo in termini di punti in classifica.

Di errori Luis Enrique fin qui ne ha commessi tanti, ma sarebbe sbagliato fargliene una colpa perchè è un tecnico giovane che ha fiducia nelle proprie idee ed ha il coraggio di difenderle a spada tratta anche di fronte a risultati piuttosto negativi, e la AS Roma in effetti nella persona di Baldini in primis continua a difenderlo pubblicamente, anche per non dare alibi ai giocatori. Detto questo però, la società ha il dovere di confrontarsi con il proprio allenatore per cercare di trovare una soluzione, per evitare che ci sia un crollo che renda difficile il processo di ricostruzione tanto agognato da tutti i tifosi della squadra giallorossa.

Forse allo spagnolo serve un uomo della società che faccia da tramite (e da cuscinetto) tra giocatori e staff dirigenziale, perchè se a parole lo spogliatoio sembra essere ancora dalla parte del tecnico, salvo alcune eccezioni dovute allo scarso utilizzo, la realtà parla di squadra nervosa (vedi episodio Lamela-Osvaldo ad Udine, peraltro mal gestito dal punto di vista della comunicazione dalla società), poco reattiva, che crolla nel finale e che, come a Firenze, sfiora nell’isteria collettiva.

Le prossime partite contro Juventus, Napoli e Bologna saranno l’ultimo banco di prova per la realizzazione del progetto-Roma. Ma il tempo stringe.

Paolo Nofri – 07 Dicembre 2011