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Inter: bye bye Ranieri

ranieri licenziato interBenitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri e, ora, Stramaccioni: l’eredità di Mourinho in casa interista è stata decisamente difficile da raccogliere, ma di certo lo staff dirigenziale nerazzurro ha mostrato spesso negli ultimi due anni di scegliere un allenatore più in base al momento che stava vivendo la squadra quanto piuttosto basandosi sulle reali esigenze della società.

Di certo la scelta di Ranieri in sostituzione di Gasperini è stata dettata dall’esigenza di infondere tranquillità a quei giocatori della vecchia guardia che con l’ex allenatore genoano si erano trovati decisamente a mal partito, viste anche le idee tattiche proposte che partivano sempre dalla difesa a tre ed esigevano corsa e un ritmo mediamente alto durante la partita, ritmo che evidentemente non tutti erano in grado di tenere.

L’allenatore romano, al di là delle sue sorprendenti dichiarazioni iniziali di fede nerazzurra (“L’Inter è un faro del calcio italiano”, “Sono sempre stato un ammiratore dell’Inter degli anni ’60”, “Come si fa a non ammirare l’Inter?”, e così via), ha come prima cosa sistemato la difesa reimpostando la linea a quattro ben conosciuta ai suoi, e la mossa ha funzionato per un pò salvo poi accorgersi del fatto che la coperta era corta perchè lì davanti senza Sneijder, di fatto escluso dallo schieramento tattico perchè poco propenso al sacrificio in fase difensiva, oltre che a causa dei suoi tanti (troppi) infortuni, e senza esterni di ruolo (in verità richiesti – invano -a gran voce dal mister di Testaccio durante la sessione del mercato invernale), i palloni lì davanti faticavano ad arrivare e tutto era spesso lasciato alle invenzioni di Milito o alle incursioni di Maicon e Nagatomo (!!!) e agli inserimenti di Tiago Motta. Proprio la cessione dell’italo-brasiliano al PSG di Ancelotti nel mercato di gennaio ha segnato l’inizio della fine per l’Inter, perchè dopo sette vittorie consecutive tra Dicembre e

Gennaio che avevano illuso i tifosi nerazzurri, i nodi tattici sono venuti al pettine e la pochezza di gioco di Zanetti & Co. è emersa in tutta la sua tragica evidenza. L’eliminazione dalla Champions League subita da parte del Marsiglia, una squadra modesta che anche nella Ligue 1 incontra molte difficoltà, è stata vissuta da Moratti come una tragedia sportiva, ma l’esonero in quel caso è stato rimandato a fine stagione, o almeno così sembrava a tutti anche ascoltando le ultime dichiarazioni del presidente dell’Inter non più tardi di tre giorni fa, ma la sconfitta maturata a Torino contro gli eterni rivali della Juventus e la contemporanea vittoria nel torneo internazionale giovanile dei ragazzi di Stramaccioni hanno fatto rompere gli indugi al patron nerazzurro, che come accadeva spesso prima di Calciopoli, ha deciso da solo, non ascoltando nessuno dei suoi consiglieri.

Il neoallenatore ha l’occasione della vita: 9 partite per lanciarsi nel firmamento calcisticonazionale o per bruciarsi. In bocca al lupo…

Maria Caligiuri – 28 Marzo 2012