«

»

Inter: i nodi vengono al pettine

L’assurdo rigore decretato da Gervasoni a favore dell’Atalanta domenica scorsa a San Siro ha aperto la settimana delle lamentele nerazzurre, che da Moratti in giu’ (Stramaccioni, Zanetti e perfino il tifoso “eccellente” Bonolis!!!) sono state piuttosto pesanti nei confronti del mondo arbitrale, accusato di “seguire un disegno” volto ad impedire l’accesso ai preliminari di Champions League all’Inter.

Queste polemiche, assurde e ridicole per chi scrive, sopratutto se si pensa da quale pulpito arrivano, rischiano pero’ di coprire le responsabilita’ di chi ha costruito questa squadra: analizzando la rosa a disposizione di Stramaccioni si e’ notato fin da inizio stagione come la mancanza di una punta centrale che all’occorrenza potesse sostituire Milito fosse una grave pecca nell’operato di Branca & co., e l’infortunio del Principe ha evidenziato ancora di più questo difetto non corretto neanche nel mercato di Gennaio. Ma l’assenza di un vice-Milito non e’ l’unico errore commesso dalla dirigenza nerazzurra nella costruzione della squadra, piena di doppioni e povera di qualita’ a centrocampo e sugli esterni (pensiamo a Gargano, onesto corridore ma di certo non un regista, e a Pereira, acquistato a suon di milioni di euro e finora apparso non adatto al nostro calcio).

Di certo Stramaccioni e il suo staff hanno l’alibi degli infortuni, che hanno ostacolato il loro lavoro tecnico-tattico, ma la confusione di idee mostrata spesso dall’allenatore nerazzurro nello stilare gli undici da mandare in campo non depone a favore del giovane mister romano.

Infine gli infortuni: che ci sia un problema con lo staff medico e’ ormai evidente a molti, e alla Pinetina oggi sono in tanti a ricordare gli screzi di qualche anno fa tra l’allora tecnico Mancini e i responsabili sanitari nerazzurri, accusati dal primo di non essere all’altezza della situazione. Anche quest’anno gli infortuni muscolari sono stati una costante della stagione dell’Inter, costretta a fare un continuo turnover in campo a causa delle assenze dettate dai bollettini medici, il che ovviamente ha penalizzato il lavoro di Stramaccioni.

A sette giornate dalla fine quindi, con una finale di Coppa Italia ancora da conquistare, Moratti e’ obbligato dagli eventi a fare i conti con la realta’ e a decidere come impostare la prossima stagione. Un’altra stagione negativa sarebbe insopportabile per i tifosi e, sopratutto, per le casse societarie.

12 aprile 2013
Lo staff