«

»

Inter un momento difficile che passerà

inter un momento difficileSembrano essere passati secoli dal Triplete, ma in realtà solo a Dicembre del 2010 l’Inter di Massimo Moratti, guidata da un Benitez mai accettato in realtà dallo spogliatoio e probabilmente all’interno della società nerazzurra nella sua totalità, si laureava Campione del Mondo per Club grazie alla vittoria per 3-0 contro i campioni d’Africa del Mazembe. L’accusa più frequente che viene rivolta allo staff dirigenziale è quello del mancato ricambio, ma bisognerebbe anche riflettere sul fatto che la vittoriosa cura-Mourinho ha lasciato le macerie: Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Sneijder, Stankovic e Milito non sono stati più gli stessi dopo la finale di Champions League, e non si può certo dire che siano giocatori facilmente sostituibili. Inoltre la regola del fair play finanziario che ha obbligato Moratti a cedere Samuel Eto’o – l’unico giocatore che l’anno scorso aveva tenuto in piedi la baracca – piuttosto che Snejider come Gasperini chiedeva, e lo spazio sempre più ampio che ha preso Marco Branca in società (con il conseguente allontanamento di Oriali, una decisione mai realmente digerita dai senatori della Pinetina), ha fatto sì che non ci fosse più quella linea guida e quella unione di intenti che era stata la vera forza dell’Inter di Mourinho.

Certo, di errori ne sono stati commessi tanti, probabilmente troppi: Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri sono allenatori molto differenti tra di loro, e la decisione sul come si sia arrivati ogni volta a decidere per questo o per quel tecnico desta una forte curiosità in tutti. Ma all’Inter alla fine decide sempre e solamente una persona: Massimo Moratti, che nel corso delle ultime due stagioni ha accettato con poca convinzione la scelta dello spagnolo Benitez per poi sposare con grande entusiasmo il miraggio Leonardo, protagonista di una grande rimonta (e di alcuni crolli in momenti decisivi, leggi Shalke 04 e derby) ma che poi, di fronte alle lusinghe degli sceicchi del Paris Saint Germain, ha salutato tutti ed è volato a Parigi senza voltarsi, costringendo Branca ed Ausilio ad una affannosa ricerca di un allenatore che convincesse tutti per poi prendere Gasperini senza dargli il giusto sostegno; la scelta di Ranieri poi è stata scontata e poco coraggiosa, non in linea con la storia recente della Beneamata, perchè se è vero che l’ex tecnico della Roma dà il suo meglio quando deve “aggiustare” una situazione, è anche vero che difficilmente nel corso della sua carriera ha dato un gioco piacevole alla propria squadra.

Il passaggio agli ottavi di Champions League, peraltro favorito da un girone che presentava poche difficoltà, sembra aver dato una minima serenità all’ambiente, ma tra i tifosi inizia a serpeggiare la paura di finire invischiati nella temuta zona retrocessione, anche se francamente visti i valori in campo questa sembra più una paura isterica piuttosto che un reale pericolo. Di sicuro c’è che difficilmente nel mercato di Gennaio Moratti interverrà come la stagione passata, quindi Ranieri dovrà giocarsi la riconferma per la prossima stagione arrangiandosi con i giovani in rosa (Obi, Faraoni, Poli, Alvarez, Castaignos) aggrappandosi a ciò che resta dei senatori e sperando che l’obiettivo degli Europei 2012 faccia da stimolo ai nazionali Ranocchia e Pazzini. Una scommessa rischiosa.

Maria Caligiuri – 07 Dicembre 2011