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La Fiorentina e quel progetto che non decolla

In principio fu Toni. Poi via via seguirono Dainelli, Frey e Mutu, ma ultimamente le dismissioni della società dei Della Valle stanno assumendo
 le sembianze di un repulisti francamente difficile da comprendere, anche perché sembra mancare quella capacità tipica di Corvino di trovare 
il sostituto giovane in grado di reggere il confronto con chi ha nel tempo lasciato Firenze. 
La cessione di Gilardino prima ancora che iniziasse il mercato di Gennaio senza che fosse stato trovato un attaccante che avrebbe potuto prendere 
il suo posto, e l'accantonamento di Silva (poi ceduto proprio nei giorni scorsi in Argentina), ha costretto Rossi a schierare i suoi senza una punta
 di riferimento, con il conseguente carico di responsabilità tutto sulle spalle di Jovetic, che ovviamente non sempre è riuscito a rendere secondo
 le sue potenzialità. Ad oggi sembra quasi concluso l'ingaggio di Amauri a costo zero dalla Juventus, ma comunque l'italobrasiliano ha un ingaggio
 piuttosto alto e ha un'età non proprio da giovanissimo! 
 
L’aspetto che soprende di più della rivoluzione Fiorentina è sopratutto la decisione di lasciar partire giocatori che hanno dimostrato di essere fondamentali per le sorti viola
(i prossimi saranno Montolivo, già in parola con il Milan, e Vargas, destinato all'estero) senza che siano già stati individuati i loro sostituti, e in molti tra i tifosi del Franchi 
iniziano a temere che quello in corso sia un processo di ridimensionamento dal quale sarà difficile tornare indietro. 
 
Quello che è certo è che Delio Rossi ha di fronte a sé un compito difficile, e se è vero che l'allenatore salentino ha dimostrato nel suo passato di saper motivare e migliorare
 i propri giocatori, sopratutto quelli più giovani, in molti sono curiosi di vedere cosa riuscirà a fare a Firenze con i vari Neto, De Silvestri, Nastasic, Camporese, Salifu, Ljajic, 
Babacar e Acosty. L'impressione è che il solo JoJo potrebbe non bastare. 

Maria Caligiuri - 19 Gennaio 2012