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La Lazio di Petkovic sorprende ancora

Dalle parti di Formello sono ancora in pochi a rendersene conto, ma dopo il precampionato a dir poco difficile la squadra biancoceleste ha sorpreso tutti fin dalla prima partita di campionato, collezionando risultati sempre più soddisfacenti ed arrivando meritatamente al terzo posto in classifica, seppur a pari punti con l’Inter.

Analizzando pero’ la storia recente dei campionati della Lazio l’attuale posizione diventa meno sorprendente, perche’ una squadra che sfiora per due anni consecutivi l’accesso alla Champions League (e che mantiene la rosa praticamente invariata) deve essere considerata competitiva nella attuale Serie A.

La spina dorsale della squadra e’ quella della passata stagione: Marchetti-Dias-Ledesma-Klose, tutti giocatori presi a buon mercato (il bomber tedesco addirittura a costo zero,un vero affare) e che attualmente valgono cifre decisamente superiori rispetto a quelle sborsate da Lotito al momento dell’acquisto. A questi vanno aggiunti altri talenti in varie zone del campo, come Lulic e, sopratutto, Hernanes, vero quid in più della squadra, che pero’ grazie al lavoro del fin qui sconosciuto (almeno in Italia) mister Petkovic e’ diventato meno imprescindibile per i propri compagni, che hanno iniziato a cavarsela in campo anche senza di lui, liberando cosi’ il brasiliano dalle (troppe) responsabilita’ che gli erano state assegnate durante la gestione Reja e dandogli la possibilita’ di trovare da solo la posizione in campo più utile alla squadra.

L’operato di Petkovic e’ stato finora fantastico, perche’ ha ridato sicurezza ai biancocelesti che grazie ai suoi allenamenti hanno piano piano trovato la posizione giusta per esprimersi al meglio delle proprie possiblita’, come e’ capitato a Gonzalez, divenuto perno del centrocampo vicino al regista italoargentino Ledesma.

Ma il lavoro del tecnico serbo non si ferma qui: in vista del prossimo ritorno di Radu tra i disponibili, l’allenatore biancoceleste starebbe pensando di passare ad una difesa a tre per poter sfruttare meglio i giocatori a disposizione. Eh gia’, perche’ mentre a Trigoria c’e’ chi fa fuori giocatori del giro della Nazionale in nome di uno schema fisso (e per certi versi ormai superato, almeno a grandi livelli), a Formello si pensa più al bene della squadra che al mantenimento del proprio status di “guru”.