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La Roma sceglie Zeman?

Il sogno di gran parte dei tifosi giallorossi sembra prossimo alla realizzazione: il plenipotenziario Baldini dopo aver sondato Montella, Vilas Boas e Bielsa, sembra aver deciso di virare su Zdeneck Zeman, gia’ sulla panchina della Roma per due stagioni alla fine degli anni ’90, sempre rimpianto dai sostenitori romanisti che hanno negli occhi quel 4-3-3 grazie al quale hanno potuto sognare durante il biennio dell’era preCapello in quel di Trigoria (“4-3-3 sbrocco per te” e’ uno degli striscioni più famosi di quel periodo, dove “sbrocco per” significa “sono pazzo per”), e rimasti affascinati dal personaggio, divenuto un eroe per molti grazie alle sue denunce antisistema.

Restano i dubbi sulle modalita’ con cui si e’ arrivati a questa scelta, perche’ se per il boemo e’ ovvio che a 65 anni, dopo la splendida promozione in serie A ottenuta alla guida del Pescara, questa sia probabilmente l’ultima grande occasione della carriera, non si capisce quale sia stata la linea guida della societa’ che e’ passata attraverso il contattare tecnici completamente diversi tra loro(ognuno dei quali esigeva staff numerosi e poderosi investimenti sul mercato) per poi andare sul nome benvoluto dalla piazza, come a dare il contentino a quella fetta di critica che ha iniziato ad esprimere i primi dubbi riguardo le operazioni del DG scelto dalla proprieta’ americana.

Del probabile prossimo allenatore della Roma si conoscono pregi e difetti: e’ un maestro di calcio, preferisce lavorare con i giovani, ama seguire da solo la preparazione fisica della squadra, e’ un aziendalista, sa far aumentare il valore economico dei propri giocatori, ma al tempo stesso gioca sempre allo stesso modo, affronta tutte le avversarie senza cercare contromisure tattiche, cerca spesso alibi per le proprie sconfitte (le sue lamentele per presunti torti arbitrali subiti sono cosi’ tante ormai, che anche quelle giustificate perdono di credibilita’). Certamente con lui in panchina Sabatini potra’ “osare” un po’ di più sul mercato, lanciandosi su giovani talenti potenzialmente campioni senza preoccuparsi di dover poi convincere il proprio tecnico a schierarli, dato che storicamente il Boemo ha sempre fatto giocare gli atleti più meritevoli, ma senza investimenti pesanti sul mercato difficilmente la Roma potra’ far meglio di quest’anno. Era questo il progetto tanto decantato l’anno scorso all’avvento della nuova proprieta’ alla guida della squadra giallorossa?

PaoloNofri  31 Maggio 2012