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L’errore di Buffon rilancia il Milan

Sembrava un turno infrasettimanale decisamente interlocutorio ma l’incredibile harakiri di Buffon, che sbagliando il controllo della palla ha regalato il pallone ad un incredulo Bertolacci che lo ha dovuto solo spingere in porta per la gioia dei tifosi salentini e, sopratutto, rossoneri, increduli a San Siro mentre leggevano sul tabellone luminoso le buone notizie provenienti da Torino, ha rilanciato le ambizioni degli uomini di Alllegri, ora solamente ad un punto da una capolista riscopertasi improvvisamente stanca e insicura. Il potere logora chi ce l’ha diceva qualcuno anni fa, e questo detto si addice perfettamente alla Juventus vista in campo contro il Lecce: una squadra che ha giocato sotto il suo ritmo abituale e che è stata bloccata bene dagli uomini di Cosmi, nonostante fossero in inferiorità numerica. Non che durante la partita i bianconeri abbiano rischiato qualcosa, ma una certa frenesia sotto porta non ha consentito di chiudere prima la partita e nel finale è accaduto il patatrac, per colpa di uno degli uomini più rappresentativi del club. Nel frattempo il Milan vinceva piuttosto facilmente contro le riserve dell’Atalanta con i goal di Muntari e Robinho, e così Allegri potrà affrontare il derby domenica prossima con una carica aggiuntiva.

Proprio dei cugini nerazzurri è stato il tonfo più inaspettato della giornata, perchè gli uomini di Stramaccioni sembravano aver trovato la quadratura del cerchio e anche se il nuovo tecnico non era riuscito ovviamente ad eliminare i problemi di natura fisica (la squadra corre poco ed ha un’età media decisamente alta rispetto alle altre squadre), il nuovo assetto tattico unito ad una maggiore attenzione da parte degli uomini cardine avevano rilanciato le ambizioni europee dell’Inter. Invece contro il Parma sono ricomparsi gli errori dei singoli (Lucio su tutti, con il brasiliano non nuovo ad “infortuni” del genere) ed una scarsa coesione tra i reparti, il che ha consentito a Giovinco di guidare i ducali ad una vittoria che ora inaspettatamente avvicina il traguardo dell’Europa League, semplicemente impensabile fino a due mesi fa. Ora alla Beneamata resta solamente il derby per dare un senso alla stagione, ma a Milano in questi giorni si discute molto in ambito nerazzurro se sia giusto fare un “favore” agli odiati avversari bianconeri fermando i cugini: in molti preferirebbero veder vincere il titolo agli uomini di Allegri.

Lo stop delle due romane, autrici comunque di due campionati completamente differenti visto l’andamento fallimentare della Roma di Luis Enrique (52 punti in classifica) e quello che ha del miracoloso, visti gli infortuni e le tensioni dell’ambiente, della Lazio di Reja (56 pt), unito alla sconfitta dell’Inter (55 pt) ha lanciato Napoli e Udinese a quota 58 punti in una lotta a due per il terzo posto valido per l’accesso ai preliminari di Champions League. I partenopei hanno pagato nel corso della stagione l’impegno europeo, ma dopo le tre sconfitte consecutive a cavallo di Marzo e Aprile sono ripartiti grazie ai goal di Cavani e grazie anche al nuovo assetto trovato da Mazzarri che per ora sembra aver escluso il Pocho Lavezzi dall’undici iniziale per poter schierare Hamsik in posizione più avanzata o direttamente Pandev al posto dell’argentino. Il cammino dei friulani soprende chi non segue il campionato italiano con attenzione: gli uomini di Guidolin non possono essere più considerati una sorpresa, visto il loro rendimento negli ultimi anni dovuto alla bravura della società in primis e a quella del tecnico che a Udine sembra aver trovato la propria dimensione come tecnico di valore internazionale. Il calendario sembra favorevole ai napoletani (Bologna fuori e ultima in casa contro il Siena, mentre i bianconeri dovranno affrontare il Genoa in casa e avranno l’ultima a Catania), ma un minimo errore potrebbe costare caro.

In ottica salvezza salutate ormai Cesena e Novara aritmeticamente retrocesse (salvo ripescaggi futuri causati dalla vicenda del calcioscommesse), teoricamente restano in lotta Lecce (36 pt), Genoa (39 pt), Palermo (42 pt) e Fiorentina (42 pt), ma analizzando il calendario si nota come per siciliani e viola (ancora scossi dalla vicenda Rossi/Ljajic) la salvezza è alla portata, mentre per i tifosi del Grifone (che affronterà come detto l’Udinese in trasferta e poi proprio il Palermo in un turno casalingo che per i fatti noti non si giocherà a Marassi) nonostante i tre punti di vantaggio sui salentini (prossimi turni Fiorentina in casa e ultima a Verona contro il Chievo ormai salvo) a due giornate dalla fine la sofferenza sarà fino all’ultimo minuto dell’ultima partita.

Francesca Rossetti – 04 maggio 2012