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Milan, altra sconfitta. Per Allegri panchina a rischio

indexLa quarta sconfitta in nove partite apre in maniera chiara ed inequivocabile la crisi del Milan, ancora fermo a 11 punti, distaccato quindi di ben 16 punti dalla Roma dei record attualmente prima in classifica.

Quello che stupisce del finora pessimo rendimento dei rossoneri e’ la scarsa attenzione mostrata in campo e la poca voglia che sembra pervadere alcuni giocatori durante lo svolgimento delle partite (Balotelli in primis). Troppi goal presi da palla inattiva sono una evidente dimostrazione della poca concentrazione con cui tutta la squadra affronta i vari momenti della partita, e  lo scollamento tra i reparti in alcuni frangenti e’ a dir poco imbarazzante.

Per tutti questi motivi grandi nubi si addensano sulla panchina di Massimilano Allegri, rimasto al Milan l’estate scorsa dopo molte titubanze e messo sulla graticola fin dal mese di Luglio dal presidente Berlusconi e dal suo entourage, sempre pronto a allinearsi con i dettami del gran capo di Arcore. Una situazione difficile per il tecnico livornese che probabilmente sta rimpiangendo la decisione presa qualche mese fa.

Ma, Allegri a parte, molte colpe sono della societa’ che per motivi economici e/o politico-tecnici ha puntato o ha continuato a puntare su giocatori non adatti al Milan come Birsa, Constant, Zapata, Silvestre, Gabriel, quando invece sarebbero serviti degli innesti in zone nevralgiche del campo come quelli centrale difensivo e regista, ruoli attualmente ricoperti da Mexes e Montolivo, finora non all’altezza della situazione.

Se l’anno scorso era bastato l’arrivo di Balotelli a rilanciare le ambizioni dei rossoneri in chiave Champions, quest’anno l’impresa si presenta molto piu’ complicata.