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Milan: forti in Italia, deboli in Europa

Una vittoria esterna (Auxerre-Milan 0-2 nel Novembre del 2010) in due anni. E’ questo il misero ruolino di marcia europeo del Milan targato Allegri degli ultimo due anni. Numeri impietosi, che impongono una riflessione: come e’ possibile che una squadra che in Italia domina su tutti i campi poi nelle trasferte del vecchio continente denota mancanze cosi’ vistose? Dov’e l’Ibrahimovic cosi’ determinante della Serie A? Perche’ gli Abate e gli Antonini in Europa sbandano cosi’ paurosamente? Queste e molte altre sono le domande che si pongono i tifosi rossoneri e che siamo certi si stia ponendo, al di la’ delle sterili polemiche sulle decisioni arbitrali, l’intera dirigenza milanista.

Il Milan di Berlusconi, da Sacchi in poi, ha sempre posto come obiettivo principale l’essere competitivo in Europa, traguardo certamente mancato da Ibra & Co. nelle ultime stagioni, e questa e’ sicuramente una ferita che brucia per il “neo” Presidente Onorario della societa’ di via Turati. Analizzando pero’ le probabili semifinaliste (il Chelsea parte favorito contro il Benfica) ci si accorge come il livello medio sia nettamente superiore a quello della rosa di Allegri, a cui bisogna dare atto di aver fatto rendere al massimo tutti i suoi uomini, da Bonera a Nocerino per arrivare fino a El Shaarawy e Emanuelson, ma se l’avversario gioca con Xavi e Iniesta, o con Ribery e Robben, o con Cristiano Ronaldo e Benzema, o con vecchi marpioni come Terry, Lampard e Drogba, il confronto e’ decisamente perdente.

In Europa serve corsa, qualita’ ed esperienza, e questo Milan non ha queste caratteristiche, o almeno non ne ha a sufficienza: Berlusconi si e’ lamentato per il gioco poco spumeggiante visto a Milano nella partita contro il Barcellona, ma risulta difficile fare possesso palla avendo pochi giocatori di qualita’ e di personalita’ in campo. D’altra parte la crisi economica ha fatto si’ che Galliani e Braida debbano fare i salti mortali per acquistare giocatori utili al salto di qualita’, e se il gioco e’ riuscito con Ibrahimovic o con Van Bommel (perno insostituibile per Allegri, la cui importanza si nota quando non c’e’), per Tevez per i motivi che sappiamo non e’ stato possibile, il che ha costretto l’allenatore toscano a convivere con gli innumerevoli infortuni di Pato. Adesso il Diavolo potrà concentrarsi esclusivamente sul campionato, dove dovrà difendere i due punti di vantaggio sulla Juventus di Conte che sembra più in palla. Ma in Italia basta avere Ibra….

Paolo Nofri – 09 Aprile 2012