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Roma: l’esonero di Zeman non ha risolto i problemi

Dopo aver mandato via il secondo allenatore scelto dal DG Franco Baldini in meno di due anni, a Trigoria e dintorni speravano che la situazione migliorasse e invece e’ scoppiato il caos, complice anche il comportamento di alcuni giocatori a dir poco indifendibile. Gia’ la scelta del nuovo mister Andreazzoli aveva lasciato dubbiosi molti tifosi, perche’ era sembrata più una decisione presa per assecondare le volonta’ dello spogliatoio quanto piuttosto per il bene della squadra, visto il rapporto del neoallenatore con la maggior parte dei giocatori, da De Rossi in giu’.

Proprio Capitan Futuro insieme ad Osvaldo sono diventati i bersagli della tifoseria giallorossa, che vede in loro gli artefici del fallimento di Zeman, probabilmente dovuto più ad una concezione di calcio ormai superata a grandi livelli e ad alcune scelte piuttosto discutibili (Goigoechea titolare su tutte, ma non e’ l’unica) che ad un presunto “ammutinamento” della ciurma. Ma di questo a Roma nessuno ne ha voluto finora prenderne atto.

Nonostante le dichiarazioni di facciata (“lotteremo fino alla fine”, “anche un sesto posto e’ un obiettivo”) di allenatore e giocatori, da qui alla fine della stagione di fatto per la Roma ci saranno solamente altre tre partite: la Juventus sabato prossimo, il derby del 7 Aprile e il ritorno della semifinale di Coppa Italia dieci giorni dopo a San Siro contro l’Inter, con i cugini laziali che attendono con impazienza l’esito del doppio confronto.

Ma comunque vadano questi match la dirigenza giallorossa dovra’ rispondere delle scelte effettuate negli ultimi due anni, perche’ e’ francamente incomprensibile come, viste le premesse, si sia potuti arrivare ad una situazione cosi’ catastrofica.

Lo staff

14 Febbraio 2013