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Roma: scoppia il caso De Rossi

Come ampiamente previsto la decisione del tecnico Zdeneck Zeman di portare Daniele De Rossi in panchina durante l’ultima partita della Roma in casa contro l’Atalanta (partita poi vinta per 2-0 dai giallorossi, ma dopo numerose occasioni sprecate dai bergamaschi e grazie anche ad un goal regolarissimo annullato a Denis sul 2-0) ha scatenato un putiferio in tutto l’ambiente giallorosso, immediatamente divisosi tra chi appoggiava la decisione dell’allenatore boemo (la maggioranza per la verita’, almeno a sentire le radio romane) e chi invece riteneva un errore la gestione del centrocampista romano (e romanista) da parte dello staff tecnico di Trigoria.

A onor del vero a fare compagnia al Capitan Futuro della Roma in panchina c’erano anche altri due titolari come Burdisso ed Osvaldo, ma incredibilmente le polemiche hanno riguardato solamente De Rossi, ritenuto dalla maggior parte dei tifosi da tempo l’ombra del giocatore visto in campo fino a qualche anno fa, e quindi responsabile del presunto “ammutinamento” della squadra contro mister Zeman, ad oggi ancora considerato privo di colpe da parte dell’ambiente romanista nonostante i mediocri risultati finora ottenuti.

A De Rossi si imputa lo scarso impegno in campo e l’aver “osato” ricordare al proprio tecnico che la partita contro la Juventus (persa 4-1 con i bianconeri in vantaggio di 3 reti dopo soli 18 minuti) era per l’appunto una partita e non una crociata. Per assurdo che sembri a chi scrive questa azione di “lesa maesta'” nei confronti del guru boemo ha fatto scendere le quotazioni del giocatore in seno ai propri tifosi che quindi hanno visto di buon occhio la “punizione” inflittagli dall’allenatore.

Per chi scrive invece la questione e’ principalmente tattica: mentre per Zeman De Rossi e’ un buon intermedio, a nostro parere il suo ruolo e’ quello di centrale davanti alla difesa (peraltro uno dei migliori al mondo), sia in un centrocampo a tre che in uno a quattro, idea questa che sembrerebbe essere anche quella del giocatore, che se accetta in Nazionale di giocare a fianco di Pirlo, difficilmente puo’ comprendere come gli venga preferito nel suo ruolo alla Roma il greco Tachtsidis, finora apparso evidentemente non all’altezza della situazione.

Lo Staff- 13 Ottobre 2012