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Serie A: debacle milanese

Una domenica iniziata con le notizie provenienti da Cagliari, dove un Cellino in versione Tafazzi consegnava una vittoria a tavolino ad una Roma in emergenza, e proseguita con risultati che diventavano via via sempre più favorevoli alla Juventus, ritrovatasi capolista solitaria dopo il pareggio esterno del Napoli (in superiorita’ numerica per 88 minuti) a Catania e la sconfitta interna della Lazio contro il Genoa del redivivo Borriello.

Ma, e’ inutile negarlo, la notizia della giornata e’ stato il doppio KO delle milanesi. I rossoneri di Allegri sono usciti sconfitti dal Friuli (in nove) dopo una partita in cui hanno mostrato ancora gravi lacune difensive (sia negli uomini che nella impostazione tattica generale) e le difficolta’ di costruzione del gioco gia’ evidenziate nelle partite precedenti. Affiora inoltre un po’ di nervosismo che unito alla rassegnazione diffusa in tutto l’ambiente di Milanello e dintorni rischia di compromettere fin da ora la stagione milanista. In mezzo al mare di problemi Allegri e’ obbligato a trovare velocemente il bandolo della matassa, che pero’ appare sempre più ingarbugliata, per colpe certamente non da addebitare al tecnico livornese quanto piuttosto alla proprieta’ del Diavolo che ha scelto la via del ridimensionamento senza avere pero’ il coraggio di dirlo apertamente.

Se Atene piange di certo Sparta non ride: la sconfitta casalinga dell’Inter a San Siro contro il Siena ultimo in classifica e’ sembrato un film gia’ visto. I nerazzurri, reduci dalle fatiche europee del giovedì di Europa League, si sono mostrati incapaci di costruire gioco e hanno prestato il fianco alle ripartenze dei toscani che con la coppia Rosina-Calaio’ hanno dato filo da torcere alla giovane (e inadatta a parere di chi scrive) difesa di Stramaccioni. Gli unici guizzi degni di nota durante il match sono stati i dribbling di Cassano (sempre poco mobile) e ai tiri da fuori di Sneijder; francamente troppo poco una squadra che punta alla qualificazione in Champions League. L’allenatore romano gode ancora della fiducia del patron Moratti, la cui pazienza pero’ e’ notoriamente variabile e (troppo) dipendente dai risultati.

Giancarlo Betti – 25 Settembre 2012