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Calciomercato: molte chiacchere ma pochi fatti

Come ogni anno i primi giorni del mese di Giugno vengono dedicati dagli operatori di calciomercato ai primi approcci in vista delle trattative vere e proprie che normalmente vengono effettuate nei mesi di luglio e agosto, con una accellerazione nell’ultima settimana prima del 31 Agosto, tradizionalmente ultimo giorno utile per concludere gli affari.

Per ora quindi abbiamo registrato gli acquisti gia’ effettuati da tempo da parte di alcuni club (Llorente alla Juventus, Leto al Catania) e i ritorni alla casa madre dei giocatori in prestito, il cui rientro alla base spesso spaventa non poco la squadra detentrice del cartellino perche’ significa un altro ingaggio da pagare per qualche mese ed un altro calciatore a cui trovare una sistemazione. Classici esempi di quanto appena detto sono Marco Borriello, rientrato alla Roma dopo il prestito al Genoa, e Felipe Melo e Ziegler, tornati a Torino sponda bianconera dopo l’esperienza in Turchia rispettivamente con il Galatasaray e con il Fenerbace (da cui si appresta a fare ritorno anche Milos Krasic, per la gioia dell’uomo mercato della Juventus Beppe Marotta).

In realta’ come sempre il calciomercato in Italia non parte fino a quando non vengono discusse le varie comproprieta’ dei giocatori il cui cartellino e’ diviso a meta’ tra due squadre, evento che accadra’ nei prossimi giorni fino al 20 Giugno, giorno in cui scadranno i termini per un eventuale accordo sulla destinazione dei suddetti giocatori e verranno aperte le buste. Ricordiamo che la comproprieta’ di un giocatore puo’ essere anche rinnovata, anche se per un solo anno.

Il motivo di questo impasse e’ molto semplice: il mercato italiano si e’ molto impoverito e le trattative sulla comproprieta’ servono ad immettere nel sistema calcio quel denaro sufficiente a far partire la stagione successiva. Sono moltissimi i calciatori il cui cartellino risulta diviso in due, da giovani talenti come Gabbiadini a Cerci, passando a chi ha appena vinto uno scudetto come  Asamoah e Isla, fino ad arrivare ad onesti giocatori come Sorensen e Regini.

Purtroppo come spesso accade in Italia una regola nata con lo scopo di favorire la crescita di talenti e’ stata trasformata in un trucchetto volto a dilazionare l’esborso di denaro per poter rendere cosi’ più puliti i bilanci delle societa’. Ma per il neopresidente del CONI Gianni Malago’ il problema principale del calcio in Italia e’ la mancanza di una legge sugli stadi…