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Sempre più difficile il calciomercato per le big della serie A

Una volta c’erano le Sette Sorelle che dettavano legge sul mercato internazionale, comprando giocatori da chiunque e il più delle volte strapagandoli (spesso non con i propri soldi, come purtroppo abbiamo poi visto), e il campionato italiano era davvero il più bello ed il più difficile in Europa, ma negli ultimi anni il decadimento delle nostre societa’ e della Serie A italiana e’ sotto gli occhi di tutti: scandali, crisi economica, polemiche continue, stadi fatiscenti, violenza diffusa e una necessaria attenzione ai bilanci (che per molti presidenti e’ stata una spiacevole novita’), hanno allontanato i talenti che ormai preferiscono andare in Spagna o in Inghilterra dove la vita per un calciatore e’ più piacevole e dove percepiscono ingaggi decisamente superiori a quanto potrebbero ricevere in Italia.

Inghilterra a 3.2

L’avvento poi degli sceicchi, successivo a quello dei russi stile Abramovich, ha alzato ancor di più l’asticella delle difficolta’ per gli operatori di mercato italiani, perche’ sia il Manchester City che buon ultimo il Paris Saint Germain (a cui va aggiunto il Malaga che seppur in tono minore sta rastrellando giocatori di medio livello offrendo loro ingaggi stratosferici) avendo una disponibilita’ economica praticamente illimitata, spendono cifre esorbitanti per i cartellini dei giocatori, rendendo impossibile per le societa’ italiane la competizione sul mercato.

Resta quindi una sola opzione per i dirigenti nostrani: scandagliare i campionati minori e quelli esteri con molta più attenzione rispetto al passato, in cerca di potenziali campioni. In Germania lo fanno da anni e hanno ottenuto risultati eccellenti: in fin dei conti servono solo competenza e delle idee, che poi dovrebbero essere le caratteristiche principale di ogni direttore sportivo…

Giancarlo Betti 10 Giugno 2012