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Un mercato con pochi soldi e meno idee

Che il sistema calcio italiano si sia progressivamente impoverito negli ultimi anni non lo scopriamo certo noi oggi, viste le sessioni di calciomercato degli ultimi anni sempre meno ricche di colpi ad effetto: sembrano passati secoli da quando la Juventus spese (male) ben 50 mln di euro per accaparrarsi giocatori del calibro di Felipe Melo e Diego mentre Milan e Inter acquistavano grandi campioni senza badare a spese, ma in realta’ sono passati solo pochi anni.

Ormai i dirigenti italiani devono fare bene i conti prima di spendere certe cifre, e cosi’ assistiamo a trattative infinite anche per quei cartellini dei giocatori che sono in comproprieta’ tra le societa’, e che una volta venivano definite in pochi minuti dai segretari dei club più importanti.

Su giornali e’ tv campeggiano foto di procuratori e dirigenti a tavola in ristoranti più o meno noti di Milano, ma oltre la facciata c’e’ ben poco di reale, mentre in Europa sceicchi e oligarchi russi spendono e spandono a profusione.

Per contrastare questa oggettiva difficolta’ ad operare sul mercato servirebbero le idee, ma anche quelle sembrano scarseggiare tra gli operatori di mercato nostrani. Cosi’ come il coraggio di cambiare strategia e puntare sui giovani. Ma per fare questo ci vuole pazienza e lungimiranza, e nessuno in Italia appare in possesso di queste doti.